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CuriositàPetizione dei fabbricanti di candele, ceri, lampade, candelieri, lampioni, smoccolatoi, spegnitoi; e dei produttori di sego, olio, resina, alcool ed in generale di tutto ciò che concerne l’illuminazione.Frédéric Bastiat (1845)Ai signori membri della Camera dei DeputatiSignori,Voi siete sulla buona strada. Voi rigettate le teorie astratte; l’abbondanza, il basso prezzo vi toccano ben poco. Voi vi preoccupate soprattutto delle sorti del fabbricante. Voi volete liberarlo dalla concorrenza esterna; in una parola, voi volete riservare il mercato nazionale al lavoro nazionale…Noi subiamo l’intollerabile concorrenza di un rivale straniero posto, a quanto sembra, in condizioni talmente superiori alle nostre, per la produzione della luce, che inonda il nostro mercato nazionale ad un prezzo favolosamente ridotto; perché, fintantoché si fa vedere, le nostre vendite cessano, tutti i consumatori si rivolgono a lui, e una parte di industria francese, le cui ramificazioni sono infinite, è improvvisamente colpita da una completa stagnazione. Questo rivale, che altri non è che il sole, ci fa una guerra così accanita, che noi sospettiamo che alle spalle esso abbia la perfida Albione (buona diplomazia per i tempi che corrono!), tanto più che per quella isola orgogliosa noi abbiamo dei riguardi dei quali essa si esime bene nei nostri confronti.Noi domandiamo che vi piaccia approvare una legge che ordini la chiusura di tutte le finestre, lucerne, tramogge, puntelli, persiane, tende, imposte, occhi di bue, tapparelle, in una parola, di tutte le aperture, buchi, crepe e fessure attraverso le quali la luce del sole ha uso di penetrare nelle case, con danno delle belle industrie delle quali noi siamo orgogliosi di aver dotato il paese, che non possono senza ingratitudine essere abbandonate oggi ad una lotta così diseguale.Non vogliate, signori Deputati, prendere la nostra domanda per uno scherzo, e non rigettatela senza ascoltare le ragioni che noi possiamo far valere a suo favore.Per primo, se voi, per quanto sarà possibile, chiuderete gli accessi alla luce naturale, creando così il bisogno della luce artificiale, quale sarà in Francia l’industria che non sarà a poco a poco incoraggiata?Se si consumerà più sego, saranno necessari più buoi e più pecore; di seguito, si vedranno moltiplicarsi i prati artificiali, la carne, la lana, il cuoio, e soprattutto i concimi, questa base di tutta la ricchezza agricola.Se si consumerà più olio, si vedrà estendersi la coltura del papavero, dell’olivo, della colza. Queste piante ricche e bisognose di nutrimento saranno a proposito per mettere a profitto questa fertilità che l’allevamento del bestiame avrà trasmesso al nostro territorio.Le nostre campagne si copriranno di alberi resinosi. Numerosi sciami di api raccoglieranno sulle nostre montagne dei tesori profumati che oggi evaporano senza utilità, come i fiori dai quali si alzano. Non è dunque solo una parte dell’agricoltura che prenderà un grande sviluppo.Lo stesso sarà per la navigazione: migliaia di navi andranno alla pesca della balena, e in poco tempo noi avremo una marina capace di sostenere l’onore della Francia e di rispondere alla sensibilità patriottica dei sottoscritti richiedenti, commercianti di candele, ecc.E che cosa diremo dell’articolo Parigi? Guardate le dorature, i bronzi, i cristalli, nei candelieri, nelle lampade, nei lampadari, nei candelabri, tutti brillare in magazzini spaziosi, nei cui confronti quelli di oggi non sono che negozietti… Petizione del 1845 7Las Velas Questo sito è stato creato con MAGIX Website Maker Per poter visualizzare tutti i contenuti è necessario avere la versione attuale di Adobe Flash Player. Alte informazioni sono a disposizione in magix.info - the multimedia knowledge community di MAGIX, il leader di mercato dei software musicali, video e fotografici. |